sabato 10 ottobre 2015

Recensione: Ma le stelle quante sono

Piove, piove, piove. È da ieri sera che il tempo è quello che è, quindi oggi sono chiusa in casa a leggere,  straano. Ho approfittato di tutto questo tempo libero per fare una recensione di un libro letto pochissimo tempo fa, ma che avevo letto anche in passato. Sto parlando di Ma le stelle quante sono di Giulia Carcasi.



"Quanto dureremo? Un mese? Un anno? Una vita? Però vale la pena. Io e lei, pure un'ora." 



TITOLO: Ma le stelle quante sono
AUTORE: Giulia Carcasi
CASA EDITRICE: Feltrinelli
PREZZO: 8,00 €
PAGINE: 232
TRAMA: C'è una generazione fatta di sms, gavettoni, crêpes alla nutella, professori frustrati; c'è la voglia di essere ascoltati e di giudicare la vita, gli adulti, l'ingiustizia. Ci sono Carlo e Alice: stessa classe e, a volte, stesso banco.
Lui è meravigliosamente imbranato, senza modelli da incarnare, senza maschere. Lei si sente diversa, non omologata, è uno spirito critico e, al contempo, una sognatrice. Il loro cuore è ancora poco addestrato, bravissimo a sbagliare. E così Alice casca tra le braccia di Giorno, nascosto e intrigante. Carlo si lascia sedurre da Ludovica, la classica ragazza facile che sa il fatto suo. Diciotto anni. Due ragazzi si affacciano su un mondo adulto che capiscono poco, tanto più se la scuola, la famiglia e gli amici si mettono di mezzo...
Ma le stelle quante sono è un romanzo senza peli sulla lingua, schietto, diretto, una freccia che va dritta al bersaglio. Una partita di ping-pong sentimentale. Con una bella ventata di romanticismo. Un libro a due facce. A due sessi. A due voci.
Per un amore solo.



Questo libro è stata la mia prima lettura della Carcasi, che risale ad un anno fa più o meno. È stato infatti un trampolino da cui lanciarmi per leggere i suoi altri due libri, Io sono di legno e Tutto torna. Penso che Ma le stelle quante sono vada al secondo posto perché l'ho trovata una storia, sì, molto bella, non troppo impegnativa, di quelle capaci di rubarti un pomeriggio fra emozioni che durante l'adolescenza si amplificano; ma non l'ho trovato uno di quei libri indimenticabili.
Ci sono quei libri che hanno delle frasi mozzafiato che inondano internet e le bocche di tutti, ma che solo per il resto non andrebbero pubblicati; e poi c'è il libro della Carcasi che mescola una storia raccontata bene, scorrevole e leggera, con frasi corte ed efficaci.

"Fette biscottate, ascensori, montacarichi, automobili... ogni cosa ha un limite di carico. Anche gli uomini, pure loro ce l'hanno."

Il libro è narrato dal punto di vista di Alice per poco più di metà delle pagine, il restante è narrato da Carlo. Questi due ragazzi vanno a scuola insieme e capita anche di salutarsi e capitare di stare vicino di banco. Sono due ragazzi alla ricerca di una motivazione ma a tratti svogliati, di un futuro ma che vogliono vivere il presente, di sentimenti veri ma si incastrano in storie sbagliate (li cercano in un ragazzo fin troppo misterioso e in una ragazza esageratamente... esagerata).
Oltre a questi fidanzamenti inappropriati, c'è da pensare anche alla maturità che i professori fanno pesare più del dovuto, alla famiglia che va in pezzi...

"Il brutto dei cuori spezzati è questo: che non ci puoi buttare sopra l'acqua ossigenata e soffiare mentre le bollicine camminano sulla ferita, che puoi solo tenere i cocci. E non ci stanno operazioni e non ci stanno medicine che li possono mettere insieme, te lo devi tenere così il tuo cuore, rotto." 


Ho trovato Alice un po' troppo ingenua, cieca di fronte all'evidenza, precipitosa, ma in qualche modo, il suo carattere è risultato positivo. Carlo è il mio preferito in questo libro: timido e impacciato, anche se successivamente acquista un po' di sicurezza, giusto quel tanto per vivere la vita più serenamente. Di Giorgio e Ludovica meglio se non ne parlo, potrei diventare molto volgare e avrei talmente tante cose da scrivere che mi potrebbe scappare qualche spoiler qua e là di troppo, eheh.
Se pensate che il doppio punto di vista possa annoiarvi, ripetendo quello che è stato già scritto, state sicuri che non ve ne accorgerete. Certo, la storia è quella e non si può raccontare in modo troppo diverso ma, sia Alice che Carlo, mettono del proprio nei loro punti di vista.

"《Non è possibile, Carlo, non abbiamo una musica nostra...》
Ma a lui non interessava. 
《A me piace ascoltare il tuo respiro.》"

Mi ha fatto piacere rileggere Ma le stelle quante sono. Io noto che quando rileggo i libri finiscono per piacermi sempre di più, non so a cosa sia dovuto ma okaay.
In conclusione dichiaro la mia ammirazione per la Carcasi, con i suoi libri particolari, di quelli che non si leggono tutti i giorni, augurandomi che scriva qualche altro libro molto presto.
Non consigliarvela sarebbe da pazzi!
E ricordatevi che quando si è innamorati si è capaci anche di contare le stelle.

"Ma le stelle quante sono? 
Tante, troppe... 
351." 





E per voi quante sono le stelle?

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