sabato 26 settembre 2015

Recensione: Che tu sia per me il coltello

Hooola! Come va questo sabato sera? Io oggi sono qui con una recensione di un libro finito giusto stamattina. Come avrete visto dal titolo il libro in questione è Che tu sia per me il coltello di David Grossman. Questa recensione è stata difficile da scrivere perché, a distanza di ore, ancora capisco quali sensazioni precise mi abbia fatto provare e se mi sia piaciuto o meno. E' un libro... particolare? Non saprei definirlo in realtà. Vi lascio alla recensione (anche se un po' confusa) di questo libro.


 "Muoio dalla voglia che avvenga un miracolo e che tu mi compaia davanti per caso, in strada."




TITOLO: Che tu sia per me il coltello
AUTORE: David Grossman
CASA EDITRICE: Oscar Mondadori
PREZZO: 10,00
PAGINE: 330
TRAMA: In un gruppo di persone, un uomo vede una donna sconosciuta che con un gesto quasi impercettibile sembra volersi isolare dagli altri. Commosso, Yair le scrive, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo, ma esclusivamente epistolare. Più che una proposta è un'implorazione e Myriam ne resta colpita, forse sedotta. Un mondo privato si crea così fra loro, ognuno dei due offre all'altro ciò che mai avrebbe osato dare ad alcuno, e in questo processo di svelamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazone nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, gli chiedono con imperiosa delicatezza una svolta nella sua vita interiore. Il risultato è un romanzo avvolgente e "impudico" che ci mostra quanta strada bisogna percorrere per vincere la paura e arrivare a toccare liberamente, con pienezza, l'anima (e il corpo) di un altro essere umano.



David Grossman inizia il libro attraverso il punto di vista di Yair, un uomo che nota una donna, Myriam, che lo affascina e incuriosisce da un suo semplice gesto che non è solito notare nessuno. Ma quel giorno c'è Yair lì, che la osserva e non smette di pensare a quanto sia bella, fino al punto che decide di scriverle. Sì, le scrive e le lascia il suo indirizzo nel caso le venisse voglia di rispondere a quella lettera. Yair non si aspetta una risposta ma, nel profondo, spera di vedere nella casella delle lettere una busta da parte della donna. E così accade. Lei gli scrive, però non possiamo sapere con esatezza le parole che gli rivolge; se risulta schiva, dolce o curiosa. Sì, perché per gran parte del libro possiamo leggere solo le lettere mandate da Yair e immaginare le risposte di Myriam, senza inizialmente conoscerla davvero. Le lettere che le manda parlano delle sue pesanti giornate, di sua moglie, il cui rapporto possono capirlo solo loro due, suo figlio e sull'interesse che prova.

"Se è davvero così, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l'esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno."

Quasi metà libro (sempre dal punto di vista di Yair) mi è risultato "pesante", difficile da continuare; infatti non ci sono tutti questi avvenimenti che portano avanti il libro o che gli danno una svolta drastica. A volte leggevo delle pagine e mi distraevo, non capendo più a che punto della storia mi trovassi. Infatti solo per leggere questa parte mi ci sono voluti due giorni tra compiti, allenamenti e il libro che non mi attirava più di tanto; infatti sono certa che, leggendo un altro libro, (da quattro margherite magari?), avrei trovato sicuramente più tempo per leggere.

 "Tra me e lei c'è un legame che non posso descrivere a parole."

La seconda parte invece mi ha fatto sentire nella storia e finalmente ho potuto conoscere direttamente questa donna di cui Yair fantasticava tanto, Myriam. Anche Myriam ha una famiglia ma riesce a ritagliare sempre un po' di tempo per quell'uomo che le fa complimenti e con cui puo' parlare tranquillamente di tutto, dalle emozioni che provano agli episodi mai raccontati a nessun altro. Questa parte del libro l'ho trovata molto più interessante e più scorrevole rispetto all'altra. Non ho mai pensato di abbandonare il libro nonostante risultasse a tratti noioso, e sono felice di non averlo fatto perché, nonostante tutto, è stato davvero un piacere leggere questo libro. E' stato un piacere assistere ad un "colpo di scena" che si poteva tranquillamente immaginare e ad uno che non avrei mai immaginato, più che il fatto in sé è stato il modo in cui è successo. Okay, so che non capirete molto da questa frase voi che non avete ancora letto il libro; scusatemi ma come sempre vorrei evitare spoiler perché so quanto diano fastidio ai lettori. Del finale non so che dire, apro la bocca e vorrei dire qualcosa ma non so che dire per descriverla, così rimango con la bocca aperta senza fiatare.
Comunque, per finire, dico che questa recensione è incasinata solo un quarto rispetto a quello che ho in testa. Io penso che sia uno di quei libri che o comprendi nel profondo oppure non ti piace più di tanto. Ho sempre sentito pareri contrastanti, infatti, su questo libro e credo di far parte del secondo gruppo. Questo non significa che non mi sia piaciuto, anzi. Però sarà per l'eccessivo punto di vista di Yair, saranno le lettere troppo cariche, non l'ho saputo apprezzare del tutto.







E tu hai letto questo libro? Sei riuscito a leggere fra le righe o ti ha fatto provare le mie stesse sensazioni? Fammi sapere che sono curiosa!

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