"Le onde producono sempre il medesimo suono eppure non potranno mai esisterne due perfettamente uguali fra loro."
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TITOLO: Inchiostro
AUTORE: Fernando TrÍas De Bes
CASA EDITRICE: Rizzoli
PREZZO: 12,00 €
PAGINE: 150
TRAMA: Una donna stregata dal potere dell'inchiostro, un libraio ossessionato dal tradimento della moglie, un matematico reso folle dalla perdita del figlio, un editore che non ha mai letto un libro per intero e uno scrittore frustrato. Insieme tenteranno un'impresa impossibile: scrivere il Libro dei libri, capace di dare risposta a ogni domanda, di alleviare ogni dolore. Tributo alla passione di chi cerca nella letteratura le risposte in grado di guarire e dare un senso alla vita, Inchiostro è un romanzo breve e intenso che promette l'impossibile e, giocando, ci regala la cosa più importante: il piacere inimitabile di una buona storia.
La trama prometteva bene anche se tutte queste aspettative non ce l'avevo. Un libro che parla di libri è come una canzone sulla musica ed è inevitabile non provare almeno un po' di curiosità... così è successo a me. Però è meglio partire dalla trama, che forse questa recensione risulterà meno confusa e scettica.
Ci troviamo in Germania, precisamente a Magonza, nel 1900. Cinque sono i personaggi che, ognuno a modo suo, contribuiranno alla realizzazione del Libro dei libri: Johann Walbach, proprietario della libreria "Inchiostro" e in cerca del motivo a proposito del tradimento (senza emozioni) da parte della moglie. La sua ricerca è basata sulle frasi all'interno dei libri della sua libreria.
Il secondo personaggio che ci viene presentato e che incontra il libraio, è il matematico Sebastian von der Becke, in cerca del motivo della morte di suo figlio e della riappacificazione con la moglie. La sua ricerca, invece, è basata sulle formule.
"Avanzarono l'una verso l'altro e si strinsero in un abbraccio infinito come il mare."
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| COVER ES |
Il libro, una volta completato, viene stampato solo cento volte con un inchiostro particolare, diffondendolo così solo per la città di Magonza.
Qui vengono interpellati gli altri tre personaggi: il tipografo Herr Genfleisch, il correttore di bozze Guido Bressler e l'editore Eusebius Hofman.
Secondo me l'idea di base prometteva molto bene ma, avendo dialoghi a prima vista superficiali e personaggi alquanto bizzarri, precipitosi e incoerenti, si è trasformato in un libro che è già finito nel mio dimenticatoio.
Lo stile è scorrevole e forse è una delle poche cose che ho apprezzato.
L'altra cosa (o l'unica?) che mi ha stupito è stata la fine inaspettata e abbastanza piacevole.
Non so se consigliare questo libro oppure no, davvero. Ho letto molte recensioni positive e, molto probabilmente, sono io che non ho colto il significato nascosto dietro quei dialoghi che mi sono sembrati solamente senza senso. Mi dispiace di non averlo apprezzato e capito, questa è stata come una sconfitta per me ahahah.
COVER: Mi piace più la cover spagnola perché, come ho già detto, preferisco le cose semplici; però anche quella italiana non mi dispiace affatto.
Qualcuno ha letto Inchiostro? E quale cover preferite?





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