venerdì 21 agosto 2015

Recensione: Non buttiamoci giù

Buona sera! Oggi ho approfittato di questa giornata passata a casa, in attesa di un pacco da Libraccio, che è (finalmente) arrivato, per fare una recensione di un libro fresco fresco che ho finito di leggere giusto ieri sera. Sto parlando di "Non buttiamoci giù" di Nick Hornby.

"Il niente fa diventare il qualcosa, quello che succede, più grosso di quello che è."



TITOLO: Non buttiamoci giù
AUTORE: Nick Hornby
CASA EDITRICE: Guanda
PREZZO: 12,00 
PAGINE: 293
TRAMA: La notte di Capodanno, in cima a un palazzo di Londra, quattro sconosciuti si incontrano per caso: non hanno nulla in comune, tranne l'intenzione di buttarsi giù, ognuno per i suoi buoni motivi. Martin per la sua reputazione distrutta; Maureen per una vita impossibile passata accanto a un figlio disabile; Jess - la sboccatissima Jess - per una delusione amorosa; JJ per il suo fallimento professionale e personale. Ma l'incontro in quell'ultimo istante è destinato a cambiare la loro vita: dopo una discussione accesa e stralunata, i quattro aspiranti suicidi scendono dal tetto, ma per le scale, uniti da una complicità nuova e imprevedibile. Nick Hornby ci consegna un romanzo paradossale eppure straordinariamente credibile, divertente anche quando commuove, dove spiccano personaggi che brillano di quella magia del vero tanto presente nella sua narrativa.


"Non buttiamoci giù" è uno di quei libri che non mi sarei mai sognata di leggere, che dalle trame non mi attirano più di tanto; però, vedendo una recensione più che positiva fatta da una booktuber fidata sono andata alla cieca (non avendo mai letto niente di Nick Hornby) e l'ho comprato.
Questo romanzo è diviso in tre parti e si alternano i punti di vista dei quattro personaggi: Martin, Maureen, Jess e JJ. Il libro inizia con quello di Martin, conduttore televisivo fallito che si è giocato la carriera, la reputazione e la famiglia facendosi sedurre da una minorenne. Forse Martin è quello, tra i quattro, che si è avvicinato di più alla morte, ossia un cornicione del tetto di una casa di Londra famosa per il gran numero di persone che si sono suicidate da lì, casa che viene chiamata per l'appunto "Casa dei Suicidi". A ritardare la sua morte è Maureen, secondo personaggio che entra in scena, pronta a suicidarsi anche lei. Qualche ora prima aveva lasciato il figlio disabile (e la causa dei suoi pensieri suicidi), ad una casa di cura "solo per una sera, il tempo di andare alla festa della mia amica Bridgid" che poi, alla fine, nemmeno l'aveva invitata a Maureen. Forse Maureen è la più debole rispetto agli altri tre personaggi.
Durante il primo incontro dei due, come una ventata d'aria pungente, sale sul tetto anche Jess. Lei è una ragazza capace di farsi detestare fin da subito ma che poi, in un modo o nell'altro, ti fa affezionare. O perlomeno, a me così è successo. Perché, nonostante la sua superficialità, nel corso del libro ha anche dimostrato di avere un lato dolce, soprattutto mentre ripensa alla sorella che ormai non c'è più. Oltre alla mancanza di quest'ultima, che la spinge a salire su quel tetto, quella sera, sono presenti anche i problemi familiari e una delusione d'amore con un ragazzo, Chas, che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

"Mi sono accorta che la gente a un certo punto di me non ne può più."

L'ultimo personaggio che ci viene presentato è JJ.
JJ è un ragazzo americano che si guadagna da vivere a Londra portando pizze a domicilio. I suoi veri motivi di disperazione che lo inducono al suicidio, sono: la sua band in America che si è sciolta e la sua ragazza, che nello stesso periodo l'ha lasciato (coincidenze?).


COVER UK
Dopo essersi ritrovati tutti quanti su quel tetto mentre gli altri dicono addio all'anno che sta passando, si siedono a terra e, mentre mangiano le pizze portate da JJ, raccontano le loro giuste ragioni per suicidarsi. Prima Martin, che come commenti riceve per lo più battutine da parte della spigliata Jess; poi è il turno di Maureen che racconta come suo figlio la faccia sentire imprigionata in quelle quattro mura di casa sua; poi c'è Jess... il suo racconto si può riassumere in "Chas" e "parolacce varie". Infine è il turno di JJ, che decide di raccontare una bugia dato che capisce che i problemi di quegli sconosciuti seduti accanto a lui sono seri e il suo lo fanno sembrare un nonnulla. Dice di avere una malattia (inventata al momento grazie ad un gruppo musicale sconosciuto), così da far sembrare anche il suo un problema serio.
Uno dei primi sorrisi che mi ha strappato Hornby è quando, leggendo la loro discussione, mi sono immaginata una scena in particolare. Come si fa a non sorridere sapendo Jess che scappa verso il cornicione per mostrare agli altri la sua determinazione nel suicidarsi, e Martin che le si siede sulla faccia mentre Jess sbraita, inveisce contro di lui e gli fa battutine sulla minorenne che l'ha fatto andare in prigione?

"Chi di noi non vorrebbe riprovare a far andare bene una cosa che prima è andata male?"

Dopo le svariate confessioni decidono di scendere dalla "Casa dei Suicidi" tutti insieme, però dalle scale, in cerca del famoso Chas (per la felicità di Jess).
Dopo una serie di eventi che non sto qui ad elencarvi per lasciarvi un po' di curiosità nel leggere questo libro, i quattro protagonisti si riuniranno (forse per l'ultima volta) per organizzare la loro vita insieme o la loro morte.
Il finale è abbastanza aperto, cosa che non mi fa impazzire più di tanto.
Nell'insieme devo dire che mi è piaciucchiato. Non è uno di quei romanzi che ricorderai per tutta la vita, però se vuoi leggere un libro "leggero", ma che in fondo affronta temi importanti, solo con un linguaggio informale e che quindi non te li fa pesare più di tanto, bhè, allora leggi questo libro!


COVER: Strano ma vero, la cover italiana mi piace di più di quella inglese. Sarà che mi piacciono di più le copertine semplici, sarà questo rosso, la preferisco. L'unica "pecca" è il fatto che i protagonisti sono quattro, mentre qui ne vengono rappresentati solo tre (forse perché con quattro sarebbe stata meno bella di questa dal punto di vista estetico? Bha).







L'avete letto o lo vorreste leggere? E voi quale cover preferite?

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